Come scelgo la facoltà di studio? Missione o ragione?

Come scelgo la facoltà di studio? Missione o ragione?

Scelgo una facoltà che nessuno fa così troverò lavoro
Scelgo in base a quello che vogliono i miei genitori
Scelgo una facoltà che mi garantisca il lavoro, anche se non mi piace
Scelgo quello che mi piace studiare

Non è una domanda semplice.
E’ un tema su cui ho lavorato positivamente con alcune studentesse.

In un mondo in continuo cambiamento dove il panorama del lavoro diventa sempre più complesso, quale scelta vale la pena fare?
Una risposta univoca naturalmente non c’è, ma mentre gli scenari lavorativi del passato prevedevano che al termine del percorso di studi, dopo una fase iniziale di adattamento, si raggiungesse una certa stabilità e sicurezza, oggi è la parola dinamismo e flessibilità a essere al centro.
I lavoratori di oggi e ancora più quelli del futuro dovranno rinunciare all’idea del posto fisso, non solo vivendo nell’accezione negativa del concetto ma anche in positivo, sarà più facile cambiare, trasformarsi, essere liquidi e rimettersi in discussione.

E allora cosa resta al centro? La nostra unicità. I talenti e le skill che ci appartengono e che possiamo allenare, le passioni che ci conducono, le visioni che vogliamo realizzare e che ci danno la spinta propulsiva per impegnarci.

Si rinuncia quindi all’idea di studiare qualcosa che garantisca un lavoro? No, ma in un mondo così variegato quale percorso ci garantisce davvero un lavoro? Le tendenze dicono che sarà sempre più importante e premiante fare qualcosa che piace, distinguersi per la passione che si mette nel lavoro.

Il lavoro sarà accompagnato dalla formazione continua e se un mestiere non appassiona sarà sempre più difficile diventare eccellenti in quel settore. Perché ormai non basta più un percorso di studi universitari classico per costruire la propria professionalità, sarà sempre più importante distinguersi, specializzarsi o scegliere di affiancare percorsi di vita e di formazione che permettano di differenziarsi, di essere flessibili, di cogliere opportunità diverse.

Avere chiare le proprie predisposizioni e fare un viaggio di autoconsapevolezza delle soft skill da sviluppare e migliorare per restare flessibili nel mondo del lavoro è un grande plus prima di scegliere la direzione. Ma io credo non sia giusto ridurre tutto solo ad un bilancio di competenze, per chi sente di voler esplorare il proprio significato è importante verificare quale contributo più profondo si vuole portare al mondo e in che modo.

Il percorso fatto con gli studenti è quello che accompagna anche il lavoro di ristrutturazione e consapevolezza dei talenti che faccio con i professionisti.
Nel percorso che ho sviluppato insieme alle ragazze siamo andate a fare un viaggio alla scoperta delle risorse, siamo tornate alla loro infanzia e abbiamo ritrovato e rivissuto momenti a volte dimenticati, ma che in qualche modo hanno costituito delle lezioni di vita importanti nella loro crescita e che rispolverate hanno preso senso come un filo di lana che ripercorre le loro vite.
Non immaginavo che il mio percorso fosse proprio l’ideale per gli studenti, soprattutto per chi cerca l’opportunità di scoprire il contributo che vuole portare al mondo con i suoi doni.
Per i ragazzi il concetto di talento e dono è potente e attuale come argomento, per questo lavoro molto bene con loro.
Abbiamo lavorato sulla missione, sui talenti, sul fare chiarezza, sull’immaginare la professione che sta dietro agli studi e le possibili vie di specializzazione. Ho notato che oggi i ragazzi a volte si sentono smarriti e divisi tra la direzione che la famiglia vorrebbe per loro oppure confusi e storditi dalle molte e nello stesso tempo frammentarie informazioni che ci sono sulle professioni, ma anche quando pensano di non avere un’idea chiara in merito, in realtà basta lasciare spazio all’esplorazione senza giudizio, per far emergere la loro voce interiore che parla forte e in maniera cristallina, solo che a volte è difficile ascoltarla. Eppure lei sa dove è meglio andare o perlomeno ci dà indicazioni preziose per iniziare.

Nel percorso verso la scelta della facoltà, abbiamo anche fatto tanti esperimenti per portare nell’azione i pensieri che giravano e dovevano essere verificati con piccoli esperimenti per vedere come ci si può sentire in una strada piuttosto che in un’altra. Abbiamo poi lavorato sui blocchi, sulle insicurezze e fatto riflessioni per migliorare il metodo di studio e la concentrazione.

Il mio intervento non è solo un percorso di coaching ma anche di mentoring, aiuto a comprendere meglio il mondo del lavoro in modo realistico, sprono a vedere la realtà lavorativa sia dal punto di vista di una professione dipendente piuttosto che una libera professione/imprenditoria, spesso la realtà è molto diversa da come si immagina nel percorso di studi.

Penso sia importante avere una prospettiva più ampia e a non chiudersi nel mondo universitario senza sapere cosa accade fuori e dopo la loro laurea. Insegno a valorizzare da subito la propria unicità e a pensarsi già con le basi del personal branding, come professionisti futuri.

Nel percorso con gli studenti, li invito a considerare che dove arriveranno è solo nelle loro mani e sarà grazie alle scelte che faranno dopo l’università che potranno trovare la loro nicchia continuando a formarsi e a specializzarsi in quello che preferiscono, non solo con lo studio ma soprattutto con le esperienze di vita, con le azioni, sperimentandosi. Li indirizzo a vedersi nelle loro caratteristiche uniche e gli mostro come possono personalizzare la loro professione arricchendola già mentre studiano, senza arrendersi e restare imbrigliati nell’idea della formazione universitaria che porta a un solo possibile sbocco lavorativo.

Gli mostro l’incredibile varietà di personalizzazione di una strada lavorativa, che possono inventarsi nuove professioni e non farsi limitare da niente se davvero vogliono qualcosa. Soprattutto la creazione di una nuova professione, che magari ora non esiste nemmeno, mi sono accorta che è l’aspetto  più sottovalutato dai percorsi tradizionali di orientamento. Si tende a far convergere gli studenti in soluzioni tradizionali, già predefinite, anziché stimolarli a vedere nuove vie e la possibilità di innovare con la propria impronta e direzione, questo è il vero valore di un percorso, al centro ci sei tu con le tue idee e visioni, io devo aiutarti a esplorarle e a vedere anche oltre, a immaginare scenari e prototipi che ti permettano di esprimerti davvero.

Mi piace spronare e motivare, a volte serve qualcuno che ti ricordi che sei benissimo in grado di farcela a studiare, a superare gli esami che tutto questo ti servirà nella vita e imparare a cadere e poi rialzarsi più forti è vitale.
A me dà tantissima gioia lavorare con gli studenti, mi piace dare loro uno spazio di ascolto e ricevere il loro entusiasmo, le visioni fresche e spontanee, dove vedo indizi di talento.

Mi piace vedere il potenziale acerbo che si dispiega e prende forma come un fiore di origami. Parlando con queste ragazze mi accorgo che è ancora così limpido il senso e la voglia di cambiare il mondo con il loro contributo. Percepiscono l’importanza del guardarsi dentro e non sono frenati da blocchi portati dal passato e da esperienze lavorative traumatiche.

Facciamo si che i ragazzi credano ancora al contributo che vogliono e possono dare, che possano chiarirsi le idee interiormente, poi le esperienze faranno in tempo a mettergli davanti scelte più difficili ma se avranno visto dentro di loro le potenzialità e le risorse che hanno, se si saranno permessi di intravedere una visione della loro vita futura, sarà più facile scegliere con consapevolezza ad ogni svolta della vita.

La frase che mi piace ricordare è di non perdersi e di non lasciare che le esperienze lavorative cancellino chi sono. Se hai una direzione non importa se dovrai fare la gavetta o accettare incarichi che magari non ti piacciono, prendi da ogni esperienza quello che ti serve per crescere ma non ti dimenticare chi sei, non far toccare a nessuno il tuo nucleo, ricordati che vali per quello che sei e non per quello che fai, non far mettere in discussione la tua unicità, non dimenticare dove stai andando.

Mi piace vedere la chiarezza che si fa strada nella confusione e finalmente si percepiscono sulla strada giusta, non decisa da nessun’altro se non da loro. Magari una strada che può cambiare e avere tante diramazioni fatte di vita ma che le rende più sicure nei loro passi e nelle azioni di sperimentazione che sono la chiave del vero futuro.
Ringrazio le studentesse che ho incontrato, per tutta la grande ispirazione e entusiasmo che mi hanno dato, posso dire che siete state voi a insegnare a me tante cose.

I primi tre passi

Vorresti studiare qualcosa che ami e che ti aiuti a realizzare il tuo contributo e scegliere la facoltà secondo questi criteri?

Inizia da questi tre suggerimenti:

Parti dalle tue passioni e predisposizioni

Fai un'esplorazione delle tue passioni, anche quelle piccole, scrivile su un diario, fallo per una settimana notandole nella tua vita, cerca fili conduttori nella tua storia.
Prenditi un po' di tempo per dedicarti all'esplorazione senza pensare alla scelta.
Prova a compilare lo schema dell'Ikigai, se hai difficoltà scrivimi e ne parliamo.
Ti avverto: ti diranno che stai solo perdendo tempo, che il lavoro non c'entra con la passione, io invece ti consiglio di farlo questo check, è un tassello importante e che ti dà indicazioni utili, poi certo non è detto che una passione diventi lavoro o percorso di studi in automatico.

Trova il contributo che vorresti portare al mondo dopo gli studi

Come vorresti che fosse il mondo nel futuro?
Vorresti essere attore di un cambiamento positivo? E come?
Non ti focalizzare solo sugli studi ma prova a pensare come potrebbe essere la professione che vorresti svolgere, come sarebbe la tua giornata ideale?

Ricorda che le skill trasversali ti aiuteranno a metterti in gioco in diverse professioni

Quali skill trasversali come ad esempio: organizzazione, diplomazia, problem solving hai sviluppato nella vita?
Quali potrebbero esserti utili?
Trova quali skill sono richieste immaginando 3 o 4 professioni che potresti svolgere: c'è un filo comune?

Se vuoi che sia io ad accompagnarti in questo viaggio di autoconsapevolezza scrivimi, troviamo insieme la scelta migliore e la strada che fa per te.

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